V CONGRESSO DILLE – CALL FOR PAPERSDOWNLOAD

IL PARLATO – LO SCRITTO:

ASPETTI TEORICI E DIDATTICI

V Congresso Internazionale

della Società di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DILLE)

Università per Stranieri di Siena

1-3 febbraio 2018, Siena

 

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Call for papers e Atti

 

Le ricerche sugli usi, le norme e le forme linguistiche trovano nel rapporto fra il parlato e lo scritto uno dei terreni di più battuti per la centralità e complessità delle questioni sia a livello teorico-descrittivo, sia sul piano degli interventi formativi. Per quanto riguarda la situazione italiana va registrata una specificità storico-linguistica che condiziona tutta la storia del nostro sistema formativo nel settore linguistico-educativo. I nuovi media ripropongono la relazione fra parlato e scritto cambiandone i confini e ridefinendo le identità dei generi. Le dimensioni teorica, storica e socioculturale della questione lanciano, pertanto, nuove sfide a quanti, nel settore didattico-linguistico, sono impegnati nella ricerca scientifica e negli interventi operativi miranti allo sviluppo delle competenze espressive, linguistiche e comunicative. Il congresso intende sollecitare le riflessioni e le discussioni su tali tematiche, innanzitutto secondo le prospettive specificamente linguistico-educative maturate nell’ambito della DILLE, ma anche sollecitando chi opera sulla materia da altri punti di vista, comunque rilevanti anche per la didattica linguistica.

Il temario del congresso è il seguente:

  1. il parlato e lo scritto: aspetti teorici e descrittivi;
  2. generi di discorso, tipologie testuali;
  3. il parlato e lo scritto in rapporto alla/nella storia linguistica italiana
  4. la dimensione scritta e quella parlata nei processi e sistemi interlinguistici di contatto;
  5. il parlato e lo scritto nella didattica delle lingue nei sistemi scolastici, universitari e del lifelong learning;
  6. input – output dell’apprendimento;
  7. intercomprensione, plurilinguismo;
  8. translanguaging: forme e modelli del contatto nella mediazione linguistica e culturale;
  9. la valutazione delle abilità di parlato e scritto;
  10. la gestione delle competenze trasversali;
  11. le nuove tecnologie e lo sviluppo delle abilità di parlato e scritto;
  12. corpora e didattica della lingua;
  13. parlato e scritto nella traduzione.

Il Congresso comprenderà, oltre ad alcune relazioni su invito, comunicazioni e poster vagliati dal Comitato Scientifico:

  • relazione (20 minuti per la presentazione e 10 minuti per la discussione);
  • poster su ricerca conclusa o in corso (5 minuti per una breve introduzione in specifica seduta e poi possibilità di illustrare il contenuto).

Chi intende proporre una comunicazione dovrà inviare un abstract di lunghezza non superiore alle 2000 battute (inclusi i riferimenti bibliografici, che devono essere solo quelli citati nel testo dell’abstract e comunque non più di dieci) entro il 30 settembre 2017 all’indirizzo congresso.dille@unistrasi.it, indicando il tipo di proposta (relazione o poster), il proprio nome e l’affiliazione.

Le proposte saranno sottoposte al Comitato Scientifico in forma anonima e selezionate in base ai seguenti criteri:

  • Pertinenza ai temi del congresso
  • Rilevanza e innovatività dei contenuti
  • Adeguatezza del riferimento teorico
  • Chiarezza metodologica (finalità, strumenti, procedure) e organizzazione della proposta (obiettivi ecc.).

L’esito della selezione verrà comunicato entro il 15 novembre 2017.

Le lingue del Congresso saranno italiano, inglese e francese.

 

In vista della pubblicazione degli atti, occorre inviare la versione definitiva della relazione entro il 30 aprile 2018 all’indirizzo congresso.dille@unistrasi.it.

I contributi pervenuti saranno sottoposti a un processo di selezione da parte del Comitato Scientifico.

 

Comitato scientifico

Carla Bagna (Unistrasi)

Monica Barni (Unistrasi)

Antonella Benucci (Unistrasi)

Daria Coppola (Pisa)

Anna De Meo (Orientale Na)

Paola Desideri (Chieti- Pescara)

Bruna Di Sabato (Napoli)

Francesca Gallina (Pisa)

Cristina Lavinio (Cagliari)

Sabrina Machetti (Unistrasi)

Carla Marello (Torino)

Pietro Maturi (Napoli)

Patrizia Mazzotta (Bari)

Matteo Santipolo (Padova)

Rosanna Sornicola (Napoli)

Massimo Vedovelli (Unistrasi)

Andrea Villarini (Unistrasi)

 

Comitato organizzatore locale

Carla Bagna

Antonella Benucci

Sabrina Machetti

Raymond Siebetcheu

Massimo Vedovelli

Andrea Villarini

Assegnisti, dottorandi e studenti dell’Unistrasi

Lettera appello di Maria Pia Lo Duca

Il Consiglio direttivo della nostra associazione ha deciso di pubblicare la lettera della collega Mara Pia Lo Duca che risponde alla lettera del 4 febbraio sulle scarse abilità di scrittura degli studenti universitari, sottoscritta da seicento docenti universitari LINK .

La lettera si può  sottoscrivere inviando la propria adesione per mail a nicola.grandi@unibo.it, specificando nome, cognome, istituzione di appartenenza e settore disciplinare.

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Padova 7 febbraio 2017

Ho letto con attenzione la lettera-appello firmata da tanti illustri colleghi, e vorrei entrare nel merito di alcune questioni sollevate, forte della lunga esperienza professionale maturata in tutti gli ordini di scuola: ho insegnato ‘Lingua italiana’ per 46 anni, prima nella scuola media (3 anni), poi al liceo scientifico (23 anni), poi all’Università (20 anni), dove sono stata professore ordinario di ‘Lingua italiana’ e di ‘Didattica dell’italiano’ all’Università di Padova. Ho partecipato (e partecipo) a centinaia di corsi di aggiornamento e di seminari nelle scuole di ogni ordine e grado, mi sono incontrata (e mi incontro) con migliaia di docenti, dall’estremo nord della penisola all’estremo sud. Ho studiato a fondo le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo del 2012, e le Linee guida approntate per i Licei, gli Istituti tecnici e gli Istituti professionali nel 2010 (non mi risulta ci siano stati cambiamenti da allora). Sono entrata spesso nelle classi, personalmente e attraverso decine di miei studenti che hanno concluso il loro iter universitario con ricerche sul campo relative proprio all’insegnamento-apprendimento della lingua italiana, ed ho pubblicato alcuni dei risultati di questo lavoro decennale. Ciò detto, provo a spiegare i motivi del mio parziale dissenso da quanto affermato nella lettera-appello.
La lettera attribuisce al ciclo dell’obbligo la causa dell’incerto uso della lingua scritta da parte dei giovani. L’idea sottostante è che la lingua nel suo apparato formale – quindi ortografia, morfologia, sintassi, testualità – si debba insegnare ed apprendere nei primi anni, quelli che vanno grosso modo dai 6 ai 14 anni. Quello che avviene dopo non sembra interessare i firmatari della lettera. In realtà l’apprendimento della lingua, soprattutto delle abilità complesse che sottostanno alla stesura di un testo scritto formale (credo sia questa la preoccupazione centrale), non si dà una volta per tutte: è un processo lungo e complesso, che riguarda tutta la vita scolastica di un individuo, starei per dire tutta la vita di un individuo. D’altro canto, se si leggono le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo del 2012, si vedrà che l’attenzione alla lingua è costante, anche se su molte questioni, soprattutto grammaticali, si sarebbe potuto essere più espliciti. Si potrebbero certamente fare dei ritocchi e migliorare alcuni dettagli, ma stravolgerne l’impianto sarebbe un errore grave.
Non altrettanto direi delle Linee guida approntate per i Licei, gli Istituti tecnici e gli Istituti professionali nel 2010. Le indicazioni sulla lingua sono vaghe, generiche; la riflessione sulla lingua – vale a dire l’attenzione insistita e guidata sui suoi assetti morfologici, sintattici e testuali – che potrebbe, a questa età, fare da motore per l’innesto di mature abilità di scrittura, diventa un rapidissimo cenno che riguarda solo il primo biennio; il triennio, tutto orientato alla letteratura, anzi alla storia della letteratura, ne viene del tutto esonerato. Anche le prove di scrittura si riducono e si fossilizzano: via via che si sale nel corso degli studi si scrive sempre meno. Fatte salve le solite lodevolissime eccezioni, il compito in classe (tre, quattro a quadrimestre) è ancora per molti studenti delle superiori l’unica vera occasione di scrittura richiesta dalla scuola, e l’unica, comunque, ad essere corretta e valutata. Questo progressivo allentamento dell’investimento sulla lingua italiana dovrebbe essere nel ricordo di tutti: al di là delle ricerche che lo hanno documentato, e ce ne sono, in Italia ci si occupa di lingua moltissimo nella scuola primaria, ancora abbastanza nella scuola media, poco nel biennio, pochissimo nel triennio. All’università arrivano giovani che hanno spesso dimenticato quel poco o tanto che avevano acquisito nella scuola dell’obbligo. Certo, potremmo discutere di come ci si occupi di lingua nelle diverse realtà scolastiche, confrontare le diverse pratiche, innestare delle ricerche serie per poter programmare a ragion veduta il futuro. E per cominciare si potrebbero almeno leggere i risultati delle prove Invalsi (anziché limitarsi ad irriderle), domanda per domanda, risposta per risposta, per capire qualcosa di come funziona la nostra scuola.
E adesso veniamo all’università. E’ vero, sono stati qua e là attivati in gran fretta corsi di recupero di italiano scritto e/o di grammatica italiana, di solito affidati a giovani e giovanissimi dottorandi e ricercatori privi di qualsiasi esperienza, cui è stata riconosciuta la stessa totale autonomia di cui godono i cattedratici. Anche qui, si potrebbe fare di meglio, ma è pur sempre qualcosa. La questione centrale però è un’altra: è che l’università, al di là del recupero dei debiti pregressi, dovrebbe continuare ad investire nelle abilità linguistiche dei giovani, con didattiche mirate e specifiche relativamente ai diversi campi disciplinari. La scrittura specialistica, che poi è quella che evidentemente ci si attende di trovare già formata nel momento della stesura della tesi di laurea, si impara con un lungo apprendistato di cui nessuno si rende responsabile. All’università si scrive poco, e non si corregge quasi mai: al massimo si rilevano – e si valutano – gli errori di contenuto, e ci si scandalizza del resto.
Infine, avrei qualcosa da aggiungere sui corsi di studio che preparano i futuri docenti di lingua italiana delle scuole. Il percorso universitario dovrebbe essere per tutti loro l’occasione in cui riprendere, approfondire e aggiornare le conoscenze accumulate disordinatamente nel corso degli anni (e in parte dimenticate) in fatto di lingua italiana. E’ qui che i futuri maestri e i futuri insegnanti di lettere dovrebbero incontrare e studiare almeno qualcuno di quei faticosi volumi che negli ultimi due o tre decenni hanno descritto in modo egregio la nostra lingua. Ma questo non accade quasi mai. Troppo spesso i piani di studio non prevedono neppure insegnamenti quali ‘Lingua italiana’ e ‘Grammatica italiana’ (attenzione: non parlo di ‘Storia della lingua italiana’, di ‘Linguistica’, di ‘Sociolinguistica’, di ‘Filologia romanza’, men che meno di ‘Storia della letteratura italiana’, che sono evidentemente altra cosa). Quanto alla ‘Didattica dell’italiano’, la sua presenza è relegata a pochissime realtà fortunate. Insegnamenti che dovrebbero essere centrali nella formazione del futuro insegnante di lingua, sono dunque o completamente assenti, o talvolta opzionali, potendo essere tranquillamente sostituiti da altri considerati equivalenti. E forse più facili da affrontare e superare. E così il cerchio si chiude: l’università viene meno ad una delle sue ragioni di essere, e mentre discute con grande passione su quali e quanti insegnamenti tenere in lingua inglese, consegna alla società laureati impreparati, nella stragrande maggioranza dei casi, ad insegnare adeguatamente la lingua italiana nelle scuole. Avrebbe potuto rimediare una buona formazione post-lauream: le Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento secondario (dette SSIS), attive in Italia per un decennio (2000-2010), sono state un tentativo generoso di dotare la nazione di una classe docente all’altezza dei suoi compiti. Ma sono state spazzate via da una improvvida riforma, sostituite da corsi di tirocinio e da percorsi abilitanti accelerati, sui quali, avendone diretto uno, preferisco non pronunciarmi. E questo è tutto.
Nei miei giri mi capita spesso di incontrare docenti di buona volontà che cercano di sopperire alle carenze della loro formazione di base frequentando corsi di aggiornamento organizzati dalle scuole, spesso in collaborazione con le associazioni professionali degli insegnanti (io stessa sono stata segretaria nazionale di una di queste associazioni, il Giscel, creatura del compianto professor Tullio De Mauro). Ma l’aggiornamento prevede una formazione pregressa. Molti di questi docenti mi hanno confessato che le loro conoscenze linguistico-grammaticali risalgono agli anni della loro prima formazione, quindi alla scuola elementare e media di 30, 40, 50 anni fa. Quel poco che sanno, e che cercano di replicare, lo hanno imparato allora. Che cosa dire di più?

P.S. Oggi è uscita su un noto quotidiano una nota su Tullio de Mauro. Delle migliaia di pagine che ci ha lasciato, e che costituiscono nel loro complesso una lezione insuperata, si scelgono con grande abilità due, tre frasi ‘eccessive’, di quelle che sarebbero piaciute a don Milani, per insinuare il sospetto che il degrado denunciato sia anche un po’ colpa sua. Anche questo è un triste segno dei tempi.

Maria G. Lo Duca

Giornata di studi sull’Intercomprensione. La situazione in Italia

Il 24 maggio 2016 dalle 15:30 alle 19:00.

Gli esperti italiani sull’intercomprensione e coautori del volume L’intercomprensione: il contributo italiano (Torino, Utet Università), curato da A. Benucci, illustreranno le principali linee della ricerca sull’intercomprensione in Italia.

Benucci A: Dal plurilinguismo all’intercomprensione educativa. Introduzione e presentazione del volume.
Bonvino E.: Sperimentazioni e proposte basate su EuRom5
Cortés Velásquez D.: Intercomprensione educativa: formazione e meta cognizione
De Carlo M: L’intercomprensione al servizio dell’educazione plurilingue
Jamet M-C.: L’intercomprensione a Venezia: «pas de fourmi ou pas de géant?
Tavola rotonda e conclusioni

PROGRAMMA

XIX Convegno Nazionale GISCEL: “L’italiano dei nuovi italiani”

XIX Convegno Nazionale GISCEL: “L’italiano dei nuovi italiani”

 

Dal 7 al 9 aprile 2016 si terrà a Siena presso l’Università per Stranieri di

Siena il XIX Convegno Nazionale GISCEL su “L’italiano dei nuovi italiani”.

 

Comitato Scientifico: Tullio De Mauro, Monica Barni, Marina Chini, Maria G.

Lo Duca, Maria Antonietta Marchese, Massimo Vedovelli.

 

A seguito della pubblicazione da parte dell’ISTAT del rapporto “Diversità

linguistiche tra cittadini stranieri” nel 2014, il temario del convegno

riguarderà le sequenti questioni:

 

  • la possibilità di confrontare i dati autovalutativi con dati

osservativi

  • il riscontro nell’osservazione delle categorizzazioni dei dati

autovalutativi proposte dall’Istat

  • in che misura le categorizzazioni condizionano i percorsi scolastici

sotto il profilo linguistico-educativo

  • in che misura e in quali condizioni le differenze significative di

padronanza linguistica di alunni di origine straniera e di origine italiana,

o fra alunni di lingua materna affine/non affine all’italiano, sono

percepibili

  • l’esistenza di interventi didattici che risultano sperimentati o sono

progettabili per colmare eventuali divari e per accrescere le competenze

degli alunni di origine straniera

  • il peso e la pratica dei dialetti locali (dato del tutto assente

nell’indagine Istat).

 

La data ultima per l’invio delle proposte è il 20 novembre 2015 giscel2016@unistrasi.it 

Per ulteriori informazioni è possibile visionare il sito GISCEL al seguente link

LINK

III CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI DIDATTICA DELLE LINGUE E LINGUISTICA EDUCATIVA

Il III Congresso della Società di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DILLE) si terrà all’Università della Calabria (Dipartimento di Studi Umanistici), Rende (CS) nei giorni 8-10 ottobre 2015 (con inizio l’8 alle ore 14 e conclusione il 10 alle ore 13) e avrà come titolo:

 

                                  “Lingua al plurale: la formazione degli insegnanti”

 

Il convegno verterà sulla formazione linguistica e glottodidattica degli insegnanti, iniziale e in itinere, intesa come processo unitario che include tutte le lingue insegnate (L1, L2, LS, Lingue classiche, Lingua Etnica, LIS), nel contesto scolastico (a partire dalla scuola dell’infanzia) e universitario. Per quanto concerne i docenti dell’area linguistica è opportuno non solo considerare le varietà di lingua presenti nella scuola, ma anche le varietà della lingua italiana implicate nel processo di apprendimento.

Per il ruolo fondamentale che la lingua riveste nell’insegnamento e nell’apprendimento dei contenuti disciplinari è necessario che la formazione sia rivolta anche ai docenti delle discipline curricolari non linguistiche.

In questa prospettiva il convegno si apre al confronto di contenuti, contesti, metodi, strumenti e tecniche per confrontare modelli di formazione.

A. Prassi e prospettive attuali nella formazione degli insegnanti

  • contesti di apprendimento e varietà dei repertori linguistici;
  • pluralità dei soggetti (Università, scuole, associazioni di insegnanti) nella formazione continua;
  • bilancio dei corsi di abilitazione all’insegnamento dell’italiano L1 e delle lingue      straniere (TFA, PAS);
  • CLIL.

B. Pluringuismo e politiche linguistiche:

 

  • L’insegnamento dell’italiano (L1/L2/LS/Lingua etnica) tra immigrazione ed          emigrazione (minoranze linguistiche di antico e di recente insediamento);
  • Quadro Comune europeo: ricezione e attuazione nei paesi UE;
  •  italiano L2 nelle classi di concorso: problemi e prospettive.

C. Contenuti nella formazione degli insegnanti:

 

  • ruolo dell’italiano nell’apprendimento/insegnamento delle discipline non linguistiche;
  • modelli operativi e approcci nell’insegnamento linguistico (L1, L2, LS, Lingue classiche, Lingua etnica, LIS);
  • insegnamento della grammatica o riflessione sulla lingua  (modelli e metodi);
  • lingua da insegnare e lingua adottata in classe: consonanze e dissonanze;
  • verifica e valutazione;
  • ruolo delle TIC nell’apprendimento delle lingue.

 

Il Congresso includerà relazioni su invito e comunicazioni selezionate dal Comitato Scientifico. I relatori avranno a disposizione 20 minuti per la presentazione, la discussione è prevista alla fine di ogni sessione.

Chi fosse interessato a presentare una comunicazione dovrà inviare entro il 30 aprile 2015 all’indirizzo convegnodille2015@gmail.com un abstract tra le 300 e 500 parole, indicando il proprio nome e affiliazione. Le proposte saranno inoltrate al Comitato Scientifico in forma anonima e l’esito della selezione verrà comunicato entro il 20 luglio 2015. I relatori che vorranno pubblicare il loro contributo dovranno inviarne la versione completa all’indirizzo convegnodille2015@gmail.com entro il 30 novembre 2015.

Per ulteriori informazioni sul Congresso si rimanda al sito: https://convegnodille2015.wordpress.com

Il programma provvisorio sarà pubblicato entro il 16 settembre

Il programma definitivo sarà pubblicato entro il 30 settembre

 

 

Comitato Scientifico del Convegno:

 

Monica Barni (Presidente DILLE), Paolo E. Balboni, Elisabetta Bonvino, Anna De Marco, Paola Desideri, Silvana Ferreri, M. Emanuela Piemontese, Matteo Santipolo, Massimo Vedovelli

 

Comitato Organizzatore locale

 

Anna De Marco (Presidente del comitato organizzativo), Barbara D’Annunzio (segreteria del comitato), Giusy Gallo, Mariagrazia Palumbo, Emanuela Paone, Dino Selvaggi.

 

CALL CONVEGNO DILLE 2015

 

ATTENZIONE: IL TERMINE PER L’INVIO DI PROPOSTE È STATO PROROGATO FINO AL 15 MAGGIO

NEW – Assemblea DILLE

L’assemblea è spostata di una settimana, al 19 dicembre. Ho compattato un po’ i tempi per i molti pendolari che verranno in giornata.

Assemblea Generale,19 dicembre 2014, , RomaTre:

 

–          12.30-13.00 iscrizione per il 2015, con versamento della quota (50€ per docenti; 25€ per ricercatori, dottori, dottorandi), il che dà diritto al voto per eleggere i nuovi consiglieri;

–          13.00-13.15, riferiscono Balboni e Bonvino sul triennio nonché il bilancio;

–          13.15-14.15 Barni riferisce sul tema della valutazione ANVUR, Marello sull’esperienza dell’ASN, Ferreri sulla formazione;

–          14.15-15.45 Dibattito sulle prospettive della DILLE, dichiarazioni di disponibilità a far parte degli organi, votazioni;

–          14.45-15.00 votazioni

–          15.00- … scrutinio e Insediamento del nuovo Direttivo, con prosecuzione del dibattito sulle prospettive e le azioni della Società.

Convocazione Assemblea Società Scientifica DILLE

ATTENZIONE: Causa sciopero generale l’Assemblea è posticipata a data da definirsi

Cari soci, cari simpatizzanti e potenziali soci.

A Bari nel 2011 è stato eletto il Consiglio Direttivo (Balboni, Barni, Bonvino, Desideri, Di Sparti, Ferreri, Mazzotta) che, con l’appoggio costante dell’ex Presidente Vedovelli, ha guidato la DILLE nel triennio, partecipando al dibattito e agli incontri sulla valutazione scientifica della ricerca, esprimendo posizioni sul suo sito e in documenti comuni alle altre società scientifiche dei Area 10,, organizzando una pubblicazione di giovani studiosi, garantendo informazione bibliografica e istituzionale.

Tutto ciò senza chiedere ulteriori quote dopo quella del 2011: vista la grande quantità di lavoro svolto on line i fondi sono stati sufficienti per i tre anni – anche se ora è necessaria una nuova quota.

Scaduto il triennio, convoco l’Assemblea Generale per il 12 dicembre 2014, presso RomaTre, con il seguente odg:

 

–          13.00-13.30 iscrizione per il 2015, con versamento della quota (50€ per docenti; 25€ per ricercatori, dottori, dottorandi), il che dà diritto al voto per eleggere i nuovi consiglieri;

–          13.30-13.45, riferiscono Balboni e Bonvino, che avranno già inviato una breve relazione sul triennio nonché il bilancio;

–          13.45-14.30 Barni riferisce sul tema della valutazione ANVUR e Marello sull’esperienza dell’ASN;

–          14.30-14.50 Caffè

–          14.50-15.30 Dibattito sulle prospettive della DILLE, dichiarazioni di disponibilità a far parte degli organi, votazioni;

–          15.30 Insediamento del nuovo Direttivo e prosecuzione del dibattito sulle prospettive e le azioni della Società.